Mi sono ricordata del mio primo pride.
Della grande città che lo accoglieva. Afosa,calda,viva.
Io che venivo dal mio paesello partita la mattina quando ancora il sole non era sorto. Con un sorriso che quasi occupava tutto il viso.
Mi sentivo di portare la voce di tutti quelli che non ci potevano venire. Di quei cuori abituati a battere nascosti in paesi minuscoli come il mio. Soli in perenne inseguimento.
Non andavo solo per me quel giorno. Nemmeno vent'anni e i pantaloni sotto il ginocchio.Le mani intrecciate in chi mi accompagna nella vita. La nostra.
Il cuore è capace di avere la vista più acuta di tutto il resto.
Cartelli,slogan,musica,colori,bandiere...si,certo,c'era tutto questo.
Ma io prima di tutto ho sentito quanta vita batteva in tutte quelle persone.
In chi ballava,chi rideva,chi scappava,chi si teneva per mano,chi urlava,chi restava in silenzio,in chi gli batteva fortissimo il cuore,alle prima volte e alle decime.
La cosa bella dei cortei è che si cammina tutti nella stessa direzione.
Indipendentemente dal motivo per cui ti batte così forte il cuore quel giorno.